Logo del Parco
Condividi
Home » Ente Parco

Contratto di fiume

 [Proposta per un manifesto di intenti] [Web Meeting CdF]

Così il fiume, può diventare il luogo dove aggregare funzioni e sviluppare potenzialità oltre la sua naturale capacità di: - rendere più resilienti i territori dagli effetti dei cambiamenti climatici; - scrigno di biodiversità; - riserva di acqua dolce; - fondamento per un'agricoltura di qualità; - luogo di ricreazione e tempo libero. Un'idea di sviluppo che parte da quell'approccio fisiografico, oggi bioregionale, che non solo travalica la valenza di continuità ambientale del fiume, dei suoi adduttori e delle connessioni ecologiche, ma ricerca, riammaglia ecologia ed economia. In questa prospettiva il Contratto di Fiume per il Rio Posada vuole collocarsi principalmente come strumento: sia per l'innesco di azioni territorialiste, dentro un sistema fisico omogeneo e oltre la limitazione amministrativa, in cui il Fiume è la misura per la verifica della sostenibilità delle scelte e per le speranze di sviluppo; sia per la "concretezza" multi-scalare, nella ricerca di sintesi e di condivisone preliminare, a partire dalle azioni attuative dello scenario del Piano del Parco Naturale Regionale di Tepilora, al fine di superare le criticità nella gestione dei conflitti oltre il perimetro del Parco. 

I Contratti di Fiume (CdF) sono strumenti volontari di programmazione strategica e negoziata che perseguono la tutela, la corretta gestione delle risorse idriche e la valorizzazione dei territori fluviali unitamente alla salvaguardia dal rischio idraulico, contribuendo allo sviluppo locale. I CdF rappresentano uno strumento di programmazione partecipata avente il fine di riqualificare i territori di un determinato bacino idrografico o parte di esso con interventi multi settoriali e con il coinvolgimento su base volontaria, di tutti gli enti istituzionali ed i soggetti privati insistenti su un determinato bacino. Con riferimento alla Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, questi strumenti possono contribuire alla definizione degli scenari e dei piani in relazione alla mitigazione della vulnerabilità delle risorse idriche e al contenimento dell'impatto degli eventi estremi. I CdF inseriti nel Codice dell'Ambiente D. Lgs. 152/2006 all'articolo 68 bis (introdotto dall'art. 59 della L. 221/2015) "concorrono alla definizione e all'attuazione degli strumenti di pianificazione di distretto a livello di bacino e sottobacino idrografico, quali strumenti volontari di programmazione strategica e negoziata che perseguono la tutela, la corretta gestione delle risorse idriche e la valorizzazione dei territori fluviali, unitamente alla salvaguardia dal rischio idraulico, contribuendo allo sviluppo locale di tali aree". Il rafforzamento dei contratti di fiume è stato discusso in (VIII) Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera dei Deputati (28.07.2020). Risoluzione sulla necessità di promuovere maggiormente i contratti di fiume " si ravvisa pertanto la necessità di sostenere un rafforzamento ed una evoluzione attuativa dei contratti di fiume, a partire dall'assegnazione di un ruolo specifico all'interno della nuova programmazione europea 2021-2027 e del piano di riparto dei fondi del Recovery Fund, riconoscendone la capacità di integrare nel rispetto delle diversità dei singoli territori, tutti i cinque obiettivi strategici, ed in particolare gli obiettivi 2 e 5, della programmazione della politica di coesione 2021-2027; i contratti di fiume possono inoltre contribuire al raggiungimento degli obiettivi fissati dal Green DealEuropeo, nonché all'attuazione della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile; I Cdf inseriti nella Dichiarazione della XVI Conferenza delle Alpi sulla gestione integrata e sostenibile dell'acqua nelle Alpi. "Concorrono a migliorare gli strumenti di governance bottom-up finalizzati all'aumento della cooperazione volontaria, della partecipazione pubblica e dell'accettazione delle misure, anche a livello transfrontaliero" 

 

Perché un Contratto di Fiume per il Bacino del Rio Posada?

Lo stato di protezione della biodiversità del tratto fluviale all'interno dell'area protetta del Parco di Tepilora è inevitabilmente connesso alla qualità ambientale dell'intera asta fluviale e del bacino idrografico del Rio Posada, dove ogni evento di decadimento della qualità ecologica del territorio fluviale, quali ad esempio frequenti inquinamenti del fiume o una cattiva gestione della risorsa a monte della stessa, si ripercuote nell'area protetta.
Da questi fatti e considerazioni, e quindi dalla necessità di trovare soluzioni ecosostenibili per mitigare il rischio idraulico e allo stesso tempo creare una rete che mantenga inalterate le caratteristiche naturali del parco, prevenire eventi di declino dello stato di conservazione della stessa, il parco di Tepilora potrebbe promuovere il percorso del Contratto del Rio Posada valutato come uno strumento efficace per raggiungere una gestione integrata, organica e sostenibile del tratto e dell'intero bacino idrografico.

Considerando il bacino del Rio Posada come ambito da riqualificare e valorizzare in modo integrato, sul quale investire e concentrare le risorse economiche, e dove consentire agli enti e alle popolazioni rivierasche di riguadagnare un rapporto più stretto con il fiume; sperimentare nuove forme di governance e ricomporre infine, gli indirizzi di panificazione esistente, i Contratti di Fiume concorrono alla definizione e all'attuazione degli strumenti di pianificazione di distretto a scala di bacino e sotto-bacino idrografico.

Il Contratto di Fiume può "identificare azioni per la riduzione degli effetti delle alluvioni e contestualmente per la attenuazione controllata dei vincoli della pianificazione dell'assetto idrogeologico". Il contratto di fiume del Bacino Del Rio Posada rientra come progetto bandiera all'interno del Piano d'azione della Riserva della Biosfera Tepilora, Rio Posada e Montalbo che riunisce 17 comuni: Alà dei Sardi (OT), Bitti (NU), Buddusò (OT), Budoni (OT), Galtellì (NU), Irgoli (NU), Loculi (NU), Lodè (NU), Lula (NU), Onanì (NU), Orune (NU), Osidda (NU), Padru (OT), Posada (NU), San Teodoro (OT), Siniscola (NU), Torpè (NU).

Il contratto di Fiume del Bacino del Rio Posada rientra all'interno degli assi prioritari/portanti su cui si intende basare lo sviluppo del Parco di Tepilora:

1. Organizzazione, consolidamento e potenziamento dell'Ente di gestione del Parco in attuazione della L.R. del 24 ottobre 2014 n. 21;

2. Sviluppo e parallela adozione del Piano di Gestione del Parco di cui alla deliberazione n. 40 del 16/10/2019; teso alla protezione del capitale naturale e ottimizzazione dei Servizi eco-sistemici e della loro fruibilità;

3. Avvio, consolidamento e sviluppo di un Contratto di Fiume per il Rio Posada, elemento vitale e unificante dei territori del parco dalla sua sorgente alla sua foce ivi compresi i bacini affluenti in linea e dell'area umida RAMSAR

4. Coordinamento di azioni di valorizzazione del riconoscimento UNESCO - MAB Riserva della Biosfera

 

PDF Presentazione "CONTRATTO DI FIUME DEL RIO POSADA", Paolo Angelini, Direttore del Parco di Tepilora


ACCORDO DI COLLABORAZIONE PER LA REALIZZAZIONE DI UN DOSSIER DI SUPPORTO ALLA REDAZIONE DEL MANIFESTO PER IL CONTRATTO DI FIUME (CDF) DEL RIO POSADA ALL'INTERNO DEL TERRITORIO DEL PARCO NATURALE REGIONALE DI TEPILORA

PDF - Accordo di collaborazione tra il Dipartimento di Architettura, Design e Urbanistica (DADU) dell'Università degli Studi di Sassari e Ente Parco Naturale Regionale di Tepilora.

PDF - Approvazione Accordo di collaborazione tra il Dipartimento di Architettura, Design e Urbanistica (DADU) dell'Università degli Studi di Sassari e Ente Parco Naturale Regionale di Tepilora.


Comunicati stampa

Il Parco di Tepilora guarda al futuro sul piano dell'adattamento ai cambiamenti climatici attraverso lo strumento dei contratti di fiume

 

© 2024 - Parco Naturale Regionale di Tepilora
Via Attilio Deffenu, 69 - 08021 Bitti (NU)
Tel 0784/1650049 - Email: protocollo@parcoditepilora.it
Partita IVA: 01465970919 - parcotepilora@pec.it