Dal parco un premio agli studenti

Categoria: Rassegna Stampa
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Il sogno è che il Parco di Tepilora vada oltre i 4 comuni (Bitti-Lodè-Torpè-Posada) che attualmente ne fanno parte, coinvolgendo Alto Nuorese e Baronia, le province di Olbia-Tempio e Sassari. L’obiettivo è di passare dai circa 6500 ai circa 70 mila.

 

Se n’è parlato durante la premiazione delle Borse di studio Ciriaco Pala-2014, presenti gli studenti delle scuole locali. È stata premiata la tesi di laurea di Luca Parisi, trentino laureato a Bologna, sugli effetti del calpestìo in alcune spiagge sarde. Soddisfatti l’antropologo Bachisio Bandinu e e Michele Palmas, ideatore del premio, docente universitario, naturalista e studioso di silvicoltura e exdirettore dell’Orto botanico di Cagliari. Bandinu, aprendo i lavori, ha sostenuto che l’argomento tratta una materia importante e, rivolto agli studenti, ha parlato dell’ambiente come un’opportunità per il futuro.

«La borsa di studio premia chi fa questo tipo di ricerca. A noi interessa il Parco abitato, che produce. Un trentino ha fatto la tesi sul calpestio delle spiagge, un elemento che interessa la Sardegna. Il turismo è importante». Parisi, servendosi di immagini e grafici ha esposto in termini scientifici, i punti salienti della tesi partendo dal concetto di ecologia, relazione fra mondo vivente e ambiente,e rapporto con il turismo sia balneare che integrato costa-zone interne.

Parisi ha premesso che la comunità bentonica non si vede a occhio nudo, la melofauna è fatta di piccolissimi animaletti. Poi ha visualizzato gli effetti diretti e indiretti del calpestìo umano e la conseguente riduzione e perdita della biomassa algale a diversa frequenza e intensità. Per concludere con proposte di tutela: individuazione di accesso limitato per l’alto valore di biodiversità o perché considerate sensibili; protezione delle zone a libero accesso; intervalli tra periodi di chiusura-libero accesso; che assicurino un totale recupero di popolamento; gestione integrata delle zone costiere; investire su

sensibilizzazione e educazione ambientale e su turismo sostenibile e consapevole.

«Vogliamo fare del Parco una cassaforte per conservare la biodiversità, immagazzinare il corredo genetico delle piante», ha detto ancora Parisi concludendo la manifestazione che ha destato molto interesse.

La Nuova Sardegna