Tepilora e Gutturu Mannu, sì ai parchi voluti dalla gente

È la prima volta che accade in Sardegna: due parchi naturali, Gutturu Mannu e Tepilora, sono stati istituiti per volontà popolare. Non imposti dall’alto, come nella sciagurata avventura vissuta per la riserva del Gennargentu, ma perché pretesi dalla gente come occasione decisiva per lo sviluppo.

I due disegni di legge proposti dalla Giunta sono stati approvati all’unanimità dal Consiglio regionale, anche se il centrodestra ha contestato gli scarsi finanziamenti per far partire i progetti. Il parco di Tepilora avrà un’estensione di 7.877 ettari fra Bitti, Lodè, Posada e Torpè, nella parte più settentrionale della Barbagia e della Baronia, in Provincia di Nuoro. «Collegherà le zone interne con quelle costiere attraverso una via naturale: il fiume», ha sottolineato il presidente della commissione Ambiente del Consiglio regionale, Antonio Solinas del Pd. Il parco di Gutturu Mannu avrà un’estensione di quasi 20mila ettari fra Pula, Villa San Pietro, Siliqua, Domusdemaria, Uta, Assemini, Santadi, Capoterra e Sarroch e Teulada. Evitato anche lo scontro con il Wwf: grazie a una convenzione sarà garantita la gestione unitaria con la riserva naturale di Monte Arcosu di cui è proprietaria l’associazione ambientalista. Soddisfatto l’assessore Donatella Spano: «I parchi sono una grande opportunità di sviluppo», e l’ex assessore Giorgio Oppi dell’Udc, il primo a mettere a suo tempo tutti i Comuni intorno allo stesso tavolo.

La Nuova Sardegna