L’aquila del Bonelli volerà nel cielo del parco Tepilora

aquila bonelli

Festa grande al parco naturale regionale di Tepilora per l’arrivo dei primi quattro pulcini di aquila del Bonelli che giungono in Sardegna nell’ambito del progetto di reintroduzione della specie. Gli esemplari tre femmine ed un maschio, sono arrivati via mare a Porto Torres e con la massima cautela sono stati poi trasferiti a Bitti. L’eccezionale evento è stato occasione di un incontro tra gli enti che collaborano alla realizzazione del progetto, ovvero Grefa, Ispra, Forestas e i vertici dell’area protetta che interessa il territorio dei quattro comuni baroniesi.

 

L’incontro con le autorità e le amministrazioni locali si è tenuto nella sede del parco alla periferia di Bitti e grande curiosità, c’è stata per vedere i bellissimi pulcini di aquila appena arrivati dalla Spagna, prima del loro inserimento nella voliera di adattamento realizzata dagli operai di Forestas. Servirà un po’ di tempo per l’acclimatamento ma a breve, i maestosi rapaci solcheranno nuovamente i cieli sardi dopo un assenza di circa quarant’anni.

«Siamo veramente felici perché il progetto di reintroduzione dell’aquila del Bonelli si sta concretizzando – dice il presidente dell’area protetta Roberto Tola – Desidero ringraziare tutti gli enti coinvolti e gli operai di Forestas che in questi mesi, si sono messi a disposizione adottando il progetto come proprio. Siamo consapevoli delle difficoltà – conclude – ma siamo convinti che questo territorio, sia ottimale per ospitare questo importantissimo progetto».

L’ultimo avvistamento certo dell’aquila fasciata, risale infatti ai primi anni ottanta (Domenico Ruiu), mentre a metà del novecento, se ne contavano una quarantina di coppie. L’estinzione dell’aquila del Bonelli, un po’ più grande di una poiana, è stata certificata da una ricerca del Wwf nel 1985.

Ora grazie al progetto del parco di Tepilora, potrà ripopolare il nostro territorio, nei prossimi anni, dopo i primi quattro esemplari, si conta di arrivare a 25 rapaci grazie al progetto “Aquila a-Life” che persegue l’incremento dell’areale di distribuzione di questo raro rapace nel mediterraneo ed il recupero della

specie classificata in Italia a pericolo critico di estinzione. Il lavoro sarà coordinato dal gruppo “Para la rehabilitación de la fauna autóctona y su hábitat” una Ong spagnola che si occupa di conservazione della natura anche attraverso il recupero di fauna in difficoltà.

La Nuova Sardegna